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Nuova Tecnologia DVB-T2: Cos’è e Come Funziona?

La tecnologica DVB-T2, abbreviazione per Digital Video Broadcasting-Second Generation Terrestrial, è una versione migliorata del DVB-T di cui si era iniziato a parlare già nel lontano 2006. L’obiettivo dell’introduzione di questa nuova modalità di trasmissione è quello di migliorare la ricezione facendo crescere contemporaneamente la velocità di trasmissione.
Il nuovo standard DVB-T2 infatti è ancora più efficiente poiché, utilizzando la tecnica CODFM, permette un importante risparmio di spazio nelle frequenze consentendo quindi la presenza di una maggiore quantità di canali. Il DVB-T2 si accompagna allo standard HEVC, che con il suo nuovo algoritmo permette di accedere ad una qualità audio e video nettamente superiore.

Quali sono le fasi del passaggio al DVB T2?

Già nel 2018 la data per il definitivo passaggio al DVB-T2 era stata definita per il 1° luglio 2022. In seguito questo limite è stato anticipato all’ultima settimana di giugno 2022. Entro questa data quindi i vari network dovranno riorganizzare le loro frequenze così da renderle disponibili per le reti 5G. In realtà già a partire dal 1° settembre 2021 inizierà man mano l’aggiornamento delle varie frequenze, si partirà da alcune regioni del nord Italia come Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, provincia di Trento e di Bolzano, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, e, a partire dal 1° gennaio 2022, si aggiungeranno gradualmente tutte le altre regioni italiane. Già dal 2015 molti dei televisori di fascia medio-alta sono stati resi compatibili per il nuovo segnale e dal 2017 tutti i dispositivi venduti sono stati dotati di un sintonizzatore per le nuove frequenze.

Cosa fare se si possiede un televisore antecedente al 2017?

La prima cosa da fare se si possiede un televisore acquistato prima del 2017 è quella di controllare il modello della TV e svolgere una piccola ricerca in internet per capire se il dispositivo è compatibile con il DVB-T2. Nel caso in cui ciò non fosse possibile sarà necessario acquistare un nuovo decoder o cambiare televisore in virtù di un modello più aggiornato.

Inoltre a partire dal 15 gennaio 2020 sono stati attivati due nuovi canali (100 e 200 del digitale terrestre) che consentono di controllare l’eventuale compatibilità del proprio televisore con il nuovo segnale. Una volta sintonizzati su uno di questi canali dovrà comparire l’immagine di una sorta di cartello, questo è il segnale che il dispositivo è compatibile con il DVB-T2. Se, al contrario, non dovesse essere visibile nulla allora sarà necessario integrare un decoder alla propria TV.

Già da tempo è possibile scegliere, per esempio su Amazon, tra una vasta gamma di decoder per il segnale DVB-T2 con un costo medio di circa 35 euro, inoltre il Governo ha stanziato una serie di bonus per le fasce più basse di cui è possibile usufruire per la sostituzione dei vecchi apparecchi televisivi. Nel caso si abbia qualunque dubbio è però sempre preferibile affidarsi alle mani di professionisti, come antennisti.milano.it, che sapranno rispondere a qualunque domanda in modo esauriente indicando la soluzione migliore per ogni esigenza.

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